DOVE: New York
QUANDO: nei giorni nostri
Rieccomi a New York, città che non ho mai avuto il piacere di vedere dal vivo (il lavoro, il tempo, il bimbo piccolo, i soldi..) ma che di tanto in tanto "vivo" attraverso un buon libro. Ci ero stata con Cathleen Schine, tempo fa, e ci ritorno oggi con una storia semplice e poetica, anzi, incentrata completamente sul posto più poetico tra tutti i posti poetici, perlomeno per una ossessionata dalla lettura come me: una piccola, quasi anonima libreria, precariamente sopravvissuta nell'Upper West Side alla poderosa esplosione delle grosse catene. La Civetta, questo il suo nome, non è che un negozietto dall'aspetto stropicciato, dagli scaffali e i pavimenti invasi dai libri, che incurante delle lustre ed asettiche grandi metrature delle Barnes & Nobles che vanno fagocitando man mano le piccole librerie indipendenti, continua a brillare di luce propria, nel cuore di Broadway. Esme, trasferitasi dalla placida Inghilterra per motivi di studio - ha un prestigioso Master in Storia dell'Arte presso la Columbia University da portare a termina - vi si imbatte quasi per caso, e se ne innamora all'istante. Adora la disposizione deliziosamente caotica dei libri, adora il personale, adora le piccole chicche che giacciono, sepolte ed inesplorate, sui suoi scaffali impolverati.
E quando si ritrova, fulmine a ciel sereno, incinta e con un rapporto sentimentale più che traballante e tutti i suoi progetti di vita sembrano andare in frantumi, ecco che dalla vetrina della Civetta spunta un barlume di speranza: "CERCASI AIUTO".
Esme si aggrappa a quella speranza con tutta sè stessa, si mette in gioco, prende in mano la vita sua e quella della piccola creatura silenziosa annidata dentro di lei, ed incastrando orari delle lezioni e tempo libero inizia il primo passo verso una vita assolutamente nuova, lavorando nella piccola libreria, ed entrando così nel suo piccolo mondo di stravaganti clienti abituali - il giovanotto appassionato di Nabokov, o l'eccentrico newyorkese con l'asciugamano avvolto in testa a mo' di turbante, per citarne un paio - e di homeless in cerca di qualche lavoretto, o semplicemente di qualcuno con cui scambiare due chiacchiere.
E mentre Mitchell, il suo brillante e snob fidanzato/ ex fidanzato nonchè padre della creatura continuamente tentenna tra lei e "le altre", Esme procede dritta, consapevole, forte come solo una donna sa essere, anche quando ha solamente ventitrè anni, ed è sola a migliaia di chilometri dalla sua famiglia con un lavoretto part-time, un figlio in arrivo e un Master che richiede piena concentrazione.
Ma dopotutto, non ci hanno insegnato che a New York tutto è possibile, perfino rifarsi una vita quando tutto sembra disperato? ^_^
Una bellissima storia di forza, di coraggio, di speranza e di libri. Di persone che ancora credono che il commercio sia fatto anche di sorrisi e piccole attenzioni per l'individuo. Di una città piena di stimoli, di vetrine scintillanti, di neon, di luci, di negozietti orientali aperti tutti i giorni a tutte le ore, di taxi gialli e di senzatetto che si spengono nell'indifferenza di tutti, sebbene sotto ai loro occhi.
UN ASSAGGIO:
"Sono in anticipo, perciò posso concedermi una passeggiatina sulla Broadway. Fuori dal mercatino di Brunori c'è del crescione nel ghiaccio, voluminose cassette di succulente ciliegie scure e asparagi legati con nastri viola. Appartiene ad una famiglia di iraniani che, dopo una scrupolosa indagine di mercato sull'Upper West Side ha deciso di darsi una patina di sapore italiano. Entro, e sulla soglia mi accoglie un buon profumino di pane caldo all'uvetta e cannella. Se fai due passi sulla destra, si sente odore di caffè appena fatto. Se vai al reparto di frutta e verdura, senti odore di erba e terra. Non è un negozio grande, è solo strapieno di roba. Compro sei albicocche tra il rosso e l'arancione, vellutate e perfette, importate da qualche posto in cui è ancora estate.
Sono incerta se tradire il mio abituale rivenditore di bagel per uno appena aperto sulla strada, ma una folla di gente ansiosa di provarlo mi rende la decisione più facile. Gli inservienti saranno nuovi, i clienti non sapranno cosa devono scegliere, e io non sono brava ad aspettare. Non so mai a cosa pensare durante l'attesa."
"Non sei mai stato il capitano Nemo intrappolato nel tuo sottomarino mentre la piovra ti sta attaccando?" (Dal film 'La Storia infinita')
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domenica 31 gennaio 2016
DEBORAH MEYLER - Lo strano caso dell'apprendista libraia
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mercoledì 16 gennaio 2013
CATHLEEN SCHINE - I newyorkesi
QUANDO: nel presente
La Schine mi aveva già, tempo addietro, accompagnato in un piacevolissimo viaggio in quel di Pequot, nel cuore della provincia americana. E di nuovo, propone una deliziosa storia d'amore, di quelle un po' da commedia cinematografica, in cui lei s'innamora, trepida, soffre si reinnamora, medita confusa.Il tutto però stavolta non sullo sfondo di un paesotto tutto pettegolezzi e piccole casette dai giardini non recintati, bensì in un popoloso quartiere di New York, tra SUV luccicanti, semafori, sfavillare di insegne luminose sullo sfondo di alti palazzi d'arenaria dalle scheletriche scale metalliche lungo la facciata. E' qui che la non più tanto giovane Jody, brillante "zitella" quarantenne nonchè solare insegnante di musica, vive come tanti altri padroni di cani una vita scandita dai ritmi precisi e inalterabili delle passeggiate quotidiane. Assieme a lei, Beatrice, mansueto pit-bull bianco come il latte che accompagna in lunghe camminate lungo i marciapiedi sporchi fino al ritaglio di natura più o meno selvaggia che è il Central Park, con le sue distese erbose, i laghetti, i sottili sentieri lungo cui corrono mattinieri amanti del jogging. Che ci sia l'afa torrida di agosto, o la pioggia scrosciante dell'autunno, o addirittura che imperversi la neve, loro sono lì, intrecciando le loro esistenze con quelle dei tanti abitanti del quartiere, i quali per un motivo o per un altro si trovano a condividere, per brevi scampoli di tempo, lo stesso ritaglio d'asfalto. E' così che Jody incontra Everett - austero cinquantenne, un matrimonio naufragato alle spalle ed una brillante figlia ventenne all'università- e se ne innamora in modo quasi adolescenziale, cominciando addirittura a sbirciare dalla finestra nella speranza di vederlo passare, e "aggiustando" l'orario ed il percorso delle uscite con Beatrice in modo da poterlo incontrare, anche solo di sfuggita.
Ma la Grande Mela è piena di sorprese; e cosa accadrà quando sulla loro strada si trasferiranno George e Polly, fratello e sorella, lui eccentrico ed introverso, lei spumeggiante e bella, assieme al loro cucciolo Howdy? E il solitario assistente sociale Simon, attratto come una calamita dal sorriso luminoso di Jody, e l'arcigna Doris, dall'improbabile abbronzatura color rame, anziana e agguerrita nemica dei "canidi" colpevoli di insozzare i marciapiedi del suo bel quartiere? In una girandola affollatissima di personaggi, le vite s'intrecciano, spesso guidate, più che dal caso, dai guinzagli dei cani che - chi ne possiede uno lo sa bene!- costringono anche il più solitario degli esseri umani a socializzare, scambiando due chiacchiere coi suoi simili.
E, talvolta, smuovono anche i cuori più duri.
UN ASSAGGIO:
"Poi, finalmente, la neve scomparve lasciandosi dietro distese di sporcizia fradicia, pozzanghere oceaniche a ogni angolo, fiumi di detriti. Si scoprì che sotto il manto bianco invernale erano sepolti dei tesori. Bucce di banana, patatine fritte e menù dei take-out, finalmente liberi, galleggiavano lietamente nei canaletti di scolo. Le cacche di cane che erano state depositate in cima ai cumuli di neve si disfacevano sui marciapiedi bagnati.
Quando portà fuori Beatrice, Jody si fermò a studiare il torrentello di uno scarico. Stava cercando di individuare il guado più sicuro quando un uomo, che le si era avvicinato da dietro, disse: "Pittoresco, vero?"
"Sono come piccoli cadaveri galleggianti" osservò Jody. Lui scoppiò in una risata e superò il rivolo d'acqua con un balzo, lasciando Jody stordita e ammutolita nel riconoscere l'uomo che stava cercando, l'uomo che aveva sorriso. Impotente, lo guardò fermare un taxi e scomparire.
"Pittoresco, vero?" Ripetè fra sè, soddisfatta della frase. "
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