DOVE: Maycomb, Alabama
QUANDO: anni '50
Avete presente Scout, la brillante e combattiva ragazzina protagonista del capolavoro di Harper Lee, Il buio Oltre la Siepe? Sì, proprio lei, la scalza maschiaccia di Maycomb, figlia del pacato avvocato Atticus Finch, finalmente è tornata. Ed è esattamente come la immaginiamo una volta cresciuta; una donna testarda, indipendente, allergica a pregiudizi ed etichette sociali, trasferitasi a New York e di ritorno nella piccola Maycomb in visita a ciò che resta della sua famiglia, dopo la morte - ahimè - del fratello Jem.
E se da piccola già stentava a tenere a freno la lingua di fronte a quelle che reputava ingiustizie, figuriamoci adesso, quando la maturità di una giovane ventiseienne residente nella grande mela consente a Jean Louise di vedere ancor più chiaramente l'asfissiante grettezza e la mentalità meschina della provincia americana. Anche Maycomb è più o meno come ce la immaginiamo negli anni '50; strade asfaltate, piccoli giardini curati, un piccolo chiosco di gelati là dove un tempo lei e Jem giocavano insieme ad Henry (Hank) Clinton, lo storico amico d'infanzia divenuto ora un tranquillo ed affidabile praticante avvocato nello studio di Atticus Finch, nonchè corteggiatore di Jean Louise. Inutile dire che la tranquilla vita di provincia a Jean Louise - che nel profondo del cuore continua ad essere la burrascosa Scout - comincia presto ad andare stretta; quelle che un tempo erano state le sue compagne di scuola sembrano essersi tramutate una dopo l'altra in amabili casalinghe, che scrollatesi di dosso qualsivoglia ambizione personale vivono contemplando amorevolmente i loro mariti, riflettendone persino le opinioni, incapaci perfino di concepire propri pensieri indipendenti. Il germe del razzismo, che da tempo covava sotto la superficie dorata della piccola cittadina, continua a germogliare e spandere il suo veleno ipocrita; la comunità nera e quella "rispettabile" bianca vivono a debita distanza, in un precario equilibrio.
Ma soprattutto, il mondo di Jean Louise comincia a vacillare nel momento in cui perfino Atticus - suo padre, Atticus Finch, che per lei era il sole attorno a cui ruotava l'intero universo - sembra apparentemente deluderla, tradendo quelli che fino ad allora per lei erano stati i principi fermi ed indiscutibili della sua cieca fede in Atticus. Scavando in un passato talvolta dolce, spesso doloroso, Scout porta alla luce i piccoli, inconfessabili segreti di famiglia che la costringono inevitabilmente a maturare, rivedendo i suoi rapporti familiari, quello con Hank ma soprattutto rivedendo il rapporto con sè stessa. E, anche se sarà un processo doloroso - i cambiamenti lo sono sempre, specialmente quelli bruschi - la giovane Scout sopravvivrà. Perchè d'altronde continua ad essere la tosta figlia di Maycomb che scazzottava coi maschi.
Non aggiungo altro; per chi ha amato Harper Lee sarà certamente un piacere ritrovare la sua protagonista. Per tutti gli altri, un'occasione magari per accostarsi a lei, considerando fra l'altro che quest'opera era stata concepita dall'autrice prima di comporre Il Buio Oltre la Siepe, ma che poi da una serie di considerazioni di carattere editoriale è venuta fuori quest'ultima.
(Rimando alla pagina di Wikipedia tutti coloro che fossero interessati all storia di Va', Metti una Sentinella)
Infine, ultimo ma non per importanza, con questo post completo la mia partecipazione al Link Party del Blog Cinebooks Blog, dedicato ai libri ed alla primavera ^_^.
Cliccando sul link arriverete direttamente alla pagina dell'iniziativa, dove potete trovare la lista di tutti i blog partecipanti: una vera miniera d'oro, per gli amanti della lettura!
UN ASSAGGIO:
"La Seconda Guerra Mondiale ebbe una certa influenza su Maycomb: i suoi figli che tornavano a casa avevano strane idee su come fare quattrini e una gran fretta di recuperare il tempo perduto. Pitturavano le case dei genitori di colori atroci; imbiancavano i negozi di Maycomb e montavano insegne al neon; per se stessi costruivano case in muratura in quelli che una volta erano campi di granoturco e pinetine; rovinavano l'aspetto della vecchia città. Le sue strade non furono soltanto latricate, ma anche battezzate (Adeline Avenue, dal nome di Miss Adeline Clay), a i vecchi residenti si astenevano dall'usare i nomi delle vie: per orientarsi bastava indicare "la strada che passa davanti a Tompkins Place". Dopo la guerra, da tutte le aziende agricole della contea affluirono in massa a Maycomb giovani che costruivano casette di legno che sembravano scatole di fiammiferi e mettevano su famiglia. Nessuno capiva come facessero a sbarcare il lunario, ma in un modo o nell'altro ci riuscivano, e se il resto della città avesse riconosciuto la loro esistenza avrebbero creato a Maycomb un nuovo strato sociale.
Anche se l'aspetto della città era cambiato, nelle case nuove battevano gli stessi cuori, davanti ai frullatori e ai televisori. Si poteva dare una mano di bianco a tutto quello che si voleva, e montare buffe insegne al neon, ma le vecchie case di legno reggevano bene allo sforzo anche sotto questo peso supplementare."
"Non sei mai stato il capitano Nemo intrappolato nel tuo sottomarino mentre la piovra ti sta attaccando?" (Dal film 'La Storia infinita')
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mercoledì 27 aprile 2016
HARPER LEE - Va', metti una sentinella
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martedì 21 settembre 2010
HARPER LEE - Il buio oltre la siepe
DOVE: profondo Sud degli Stati Uniti
QUANDO: anni'50
Cosa succede quando una giovane nativa dell'Alabama e amica fin dall'infanzia del grande Truman Capote decide di mettersi a scrivere i suoi ricordi di bambina?
Nasce, naturalmente, un capolavoro.
Questa, in poche righe, la genesi de Il buio oltre la siepe, pubblicato - con gran successo - negli anni '60 e divenuto ormai un classico, complice anche l'adattamento cinematografico con Gregory Peck.
Un libro estremamente moderno, nella sua capacità di dipingere con semplicità un affresco delle meschinità più bieche del razzismo e della straordinaria caparbietà di chi a ciò sceglie di opporsi, anche quando questo significa scontrarsi contro un'intera comunità. La storia, vista attraverso gli occhi della piccola Scout, ragazzina anticonvenzionale e intelligente, narra la storia di suo padre Atticus Finch, avvocato che sceglie di difendere dall'accusa di violenza carnale il giovane (e innocente) Tom Robinson. Peccato però che Tom sia un "negro", e come tale, nella grettezza di opinioni della "brava gente" di Maycomb, certamente meritevole di castigo. D'altronde, come poter pensare di opporre la parola di un nero che proclama la sua innocenza a quella di una giovane bianca? Scout e il fratellino Jem, con la semplicità disarmante dei bambini, guardano ed ascoltano ogni cosa, sforzandosi di capire. Sullo sfondo, un'America agricola e bigotta, in cui i bambini corrono scalzi in strada e mettono alla prova il loro coraggio entrando nel giardino della "casa maledetta" dei Radley, nella quale - si dice - viva in perfetta solitudine il giovane Boo, malato di mente la cui malattia, nell'immaginario dei concittadini, sfuma nei toni della mostruosità.
Un romanzo che, pur nella sua delicatezza, colpisce con la violenza della verità più cruda. Perchè ci ricorda le nostre responsabilità di adulti nel costruire un mondo migliore. E ci ricorda che i bambini ci guardano, sempre.
UN ASSAGGIO:
"Il signor Avery stava a pensione di fronte alla casa della signora Lafayette-Dubose. Tutte le domeniche posava una banconota sul piatto delle elemosine prendendosi tutti gli spiccioli in cambio, e tutte le sere sedeva sulla veranda fino alle nove e starnutiva. Una sera fummo così fortunati da assistere ad una sua esibizione, che doveva essere la prima e l'ultima perchè per quanto lo spiassimo non la ripetè mai più. Jem e io scendevamo una sera gli scalini della casa di miss Rachel quando Dill ci fermò:'Accidenti!' disse 'Guardate un po' là!' E indicò la casa al di là della strada. Dapprima vedemmo soltanto una veranda coperta da rampicanti, ma a una più attenta osservazione scoprimmo un getto d'acqua che dalle foglie cadeva schizzando nel cerchio giallo della luce del lampione; a quanto ci parve, dalla fonte dello zampillo a terra potevano esserci tre metri. Jem disse che il signor Avery aveva calcolato male le distanze e Dill aggiunse che doveva bere almeno quattro litri d'acqua al giorno, e la discussione che seguì per determinare le relative distanze e le rispettive prodezze ancora una volta mi diede l'impressione d'esser tagliata fuori, visto che in materia non me ne intendevo."
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