DOVE: in giro per la Svezia, partendo da Stoccolma per arrivare ad una minuscola isola di pescatori a Gotland
QUANDO: oggi
Graffiante, politically scorrect, dissacrante. Questi i tre termini con cui definirei questo succoso ed irrestibile noir ironico, in perfetto stile Jonasson (se avete letto Il Centenario che Saltò dalla Finestra e Scomparve, sapete a cosa alludo).
Siamo ad Oslo, in un piccolo e squallido hotel ad una stella - o meglio, in un ex bordello promosso poi a sudicio alberghetto destinato a dare riparo a una variegata fetta di umanità dal dubbio spessore morale; qui lavora Per Persson, insoddisfatto receptionist apparentemente condannato ad una vita squallida. Figlio di una madre distaccata, nipote di un nonno che per cocciutaggine imprenditoriale ha visto dissiparsi come un miraggio la piccola fortuna che lui stesso aveva accumulato negli anni, l'abulico Per svolge il suo lavoro senza particolare entusiasmo nè convinzione, continuamente rimuginando su ciò che avrebbe potuto essere, finchè nella sua vita non arrivano due personaggi apparentemente agli antipodi.
Da un lato, il feroce Johan Andersson, più noto alla Svezia come Anders l'assassino, killer efferato che ha trascorso gli ultimi trent'anni alternandosi tra il carcere e le occasionali prestazioni omicide e limitandosi, nel resto del tempo, a vegetare imbottito di alcool e pasticche.
Dall'altro, Johanna Kjellander, donna-prete senza vocazione - per non dire "atea"- divenuta pastore in ossequio alle volontà del padre ed alla tradizione della famiglia Kjellander, ritrovatasi senza un tetto e senza soldi dopo una sua "spiacevole gaffe" durante la funzione religiosa.
E tanto Andersson è ottuso, ignorante, facilmente offuscabile dall'alcool, tanto il pastore Kjellander è sveglia, spregiudicata, ricca di inventiva; ecco dunque che i tre - accomunati seppur per motivi completamente diversi, dall'essere tre spiantati insoddisfatti dalla vita - si alleano in quella che sarà la miccia e l'innesco di una storia che dire scoppiettante è dire poco. Perchè, infatti, non creare una società che sfrutti il vasto curriculum di Anders l'omicida mettendo le sue competenze al servizio della malavita, offrendo - con opportuno tariffario - i più svariati servizi a coloro che, nei bassifondi di Stoccolma, avessero un nemico del quale vendicarsi (o nei casi più estremi, liberarsi)?
Detto, fatto. Johanna Kjellander e Per Persson si occupano - per così dire - delle pubbliche relazioni, mentre Anders l'assassino, opportunamente e costantemente addolcito da abbondanti dosi di vino, esegue il lavoro sporco. Ma questo non è che l'inizio, perchè la storia si dipana velocemente, srotolandosi davanti ai nostri occhi come un delizioso film oscillante tra il noir e la commedia brillante, mixando ingredienti su ingredienti: dalla fuga attraverso la Svezia alla fondazione di una bizzarra congregazione religiosa, fino a tirare in ballo addirittura Babbo Natale, e poi ancora, fino allo strambo finale.
Una storia leggera ma sorprendente, guizzante e piena di brio, che parla di truffatori e di truffati, di buoni e cattivi, di bene e di male, di individui apparentemente poco raccomandabili che si rivelano invece pezzi di pane, e di individui che invece sfruttano la loro apparenza rispettabile per raggirare gli altri. Il tutto, imprescindibilmente mescolato ad una grassa dose di ironia, in perfetto stile Jonasson.
UN ASSAGGIO:
"Nonostante tutto si scolarono insieme la bottiglia e forse fu grazie a essa che i due si trovarono d'accordo nel ritenere che una certa attenzione mediatica fosse un metodo in sè rischioso, ma efficace per raggiungere gli obiettivi prefissati. Venne stabilito che l'assassino avrebbe concesso un'intervista in esclusiva a uno dei mass media svedesi più adatti allo scopo, e così sarebbe emerso il suo insolito talento.
Il responsabile della reception si mise a leggere i giornali del mattino, i tabloid, i settimanali e le riviste, prese a seguire i programmi offerti da diversi canali televisivi e ad ascoltare la radio e alla fine decise che il risultato migliore e più immediato lo avrebbero ottenuto ricorrendo alla pubblicità che si sarebbero fatti comparendo su uno dei due tabloid nazionali di spicco. La scelta finale cadde sull' "Expressen", perchè sembrava più facilmente abbordabile dell' "Aftonbladet".
Nel frattempo il pastore informò Anders l'assassino del motivo di quell'iniziativa e di cosa essa comportava, poi pazientemente si esercitò con lui nella preparazione dell'immimente intervista. Gli riempì la testa di informazioni sul messaggio che intendevano lanciare, che cosa bisognava dire e che cosa invece non bisognava dire. Dulcis in fundo, lui doveva apparire sul giornale come:
1. in vendita
2. pericoloso, e
3. pazzo"
"Non sei mai stato il capitano Nemo intrappolato nel tuo sottomarino mentre la piovra ti sta attaccando?" (Dal film 'La Storia infinita')
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giovedì 29 settembre 2016
sabato 6 agosto 2016
KASJIA INGEMARSSON - Piccoli Limoni Gialli
DOVE: Stoccolma, Svezia
QUANDO: oggi
Leggero, frizzante, arioso; e poco importa se tutto sommato il finale è ampiamente prevedibile e sappiamo già quale sarà l'attesissimo colpo di scena dopo poco più di metà libro... E' comunque piacevole lasciarsi trasportare tra i profumi e i colori di un solare e coraggioso ristorantino neonato in attesa di ricevere la recensione che consentirà il suo decollo nel competitivo mondo della ristorazione di Stoccolma.
Ma andiamo per ordine; la storia è quella di Agnes, fuggita dalla mediocrità di Lanninge, paesone industriale nel quale ha lasciato i genitori e la sorella Madde, per cercare fortuna - e sè stessa - lavorando come cameriera a Stoccolma. Non avrebbe avuto - pensava - il destino segnato dei suoi concittadini, impiegati nella fabbrica locale, stipati in minuscole villette a schiera, sposati felicemente e felicemente senza ambizioni; ma tutto sembra remarle contro.
Armata di buona volontà e testardaggine Agnes sopporta qualche iniziale delusione - lavori poco gratificanti e malpagati in ristorantoni squallidi e di dubbia qualità- sperando di riuscire, un passo dopo l'altro, ad arrivare più in alto ; e quando approda come maitre nel prestigioso Bateau Bleu, le sembra di toccare il cielo con un dito. Peccato che poi, tutto precipiti: prima le pesanti molestie del titolare che la costringono ad abbandonare l'ambitissimo posto, poi l'adorato fidanzato Tobia che la molla di punto in bianco per un'altra. In una giornata, la vita di Agnes va in frantumi. Ma lei è una che non si abbatte, e affiancata dall'estrosa e travolgente amica Lussan resta a galla, in cerca di una svolta.
E se la tanto attesa svolta fosse il "Piccoli Limoni Gialli", il ristorantino mediterraneo che il suo amico ed ex collega Kalle sta inaugurando proprio in quei giorni? Agnes, inutile dirlo, si getta a capofitto con tutto il cuore in questa nuova avventura. Ed eccoci qui, in un locale accogliente e caldo, nel cuore della fredda Svezia; un piccolo gioiello dalle pareti giallo limone e dai profumi di basilico, menta, rosmarino. Un piccolo gioiello che però - ahimè - non brilla a dovere in una strada già satura di locali; eppure una speranza c'è, quella di una recensione - positiva, manco a dirlo - della temutissima ed osannata Lola, misteriosa critica gastronomica le cui attesissime recensioni sembrano avere il potere di sollevare ristoranti sull'orlo del baratro - o, al contrario, precipitarveli dentro. Ma quando arriverà Lola? Giungerà l'attesissima svolta per il Piccoli Limoni Gialli ed il suo staff? Ed Agnes? Rimetterà ordine nella sua vita?
Con leggerezza, piatto dopo piatto, aspettiamo il finale... prevedibile, come ho già scritto, ma pur sempre gradito.
Un libro scorrevole nel quale ho ritrovato un mix tutto sommato piacevole di richiami ad altre storie.... come ne Lo Strano Caso dell'apprendista libraia, anche qui una ragazza sola e dal cuore infranto, in cerca di riscatto in una grande città; come in Caffè Babilonia e in Moshi Moshi, l'incipit di una nuova vita è in un piccolo, caratteristico ristorante; come in Le lettere segrete di Jo, abbiamo una donna in cerca di sè stessa con un legame stretto ma conflittuale con la famiglia...
Nulla di particolarmente nuovo, eppure un mix che risulta gradevole, una piccola, profumata e breve evasione - in attesa di tuffarmi di nuovo in libri più "impegnati". ^_^
UN ASSAGGIO:
"Lanninge non era grande; era difficile definirla "città"; era piuttosto una cittadina, un paesone industriale. Il piccolo centro era costruito dalle due arterie principali lungo le quali erano disposte basse case di legno e costruzioni in mattoni a tre piani che risalivano al periodo di maggior splendore, gli anni Sessanta. In mezzo c'era la piazza, che fungeva anche da parcheggio. Un punto d'incontro naturale, proprio come Ronald's, il bar. Il sabato pomeriggio non c'era bisogno di fissare alcun appuntamento con gli amici, perchè tanto erano tutti da Ronald's. Dove si poteva andare, se no? Almeno così accadeva in passato, quando Agnes andava ancora a scuola. Ora la maggior parte dei suoi conoscenti aveva messo su famiglia , e probabilmente non aveva troppo tempo da trascorrere al bar. Questo non cambiava molto le cose per lei, dal momento che non frequentava più nessuno di loro, ed era passato parecchio dall'ultima volta che era andata in centro.
Quando tornava a casa, si fermava soprattutto nella villetta dei suoi genitori, un po' fuori città. A volte faceva qualche puntatina per andare a salutare i vecchi compagni di scuola, ma capitava sempre più di rado. Era difficile mantenere i contatti. Oltre ad Agnes, c'era solo un'altra ragazza della sua classe che non aveva ancora figli e per questo veniva giudicata un po' strana, lesbica o qualcos'altro - almeno così avevano lasciato intendere alcuni dei suoi compagni quando li aveva visti, poco prima di Natale."
QUANDO: oggi
Leggero, frizzante, arioso; e poco importa se tutto sommato il finale è ampiamente prevedibile e sappiamo già quale sarà l'attesissimo colpo di scena dopo poco più di metà libro... E' comunque piacevole lasciarsi trasportare tra i profumi e i colori di un solare e coraggioso ristorantino neonato in attesa di ricevere la recensione che consentirà il suo decollo nel competitivo mondo della ristorazione di Stoccolma.
Ma andiamo per ordine; la storia è quella di Agnes, fuggita dalla mediocrità di Lanninge, paesone industriale nel quale ha lasciato i genitori e la sorella Madde, per cercare fortuna - e sè stessa - lavorando come cameriera a Stoccolma. Non avrebbe avuto - pensava - il destino segnato dei suoi concittadini, impiegati nella fabbrica locale, stipati in minuscole villette a schiera, sposati felicemente e felicemente senza ambizioni; ma tutto sembra remarle contro.
Armata di buona volontà e testardaggine Agnes sopporta qualche iniziale delusione - lavori poco gratificanti e malpagati in ristorantoni squallidi e di dubbia qualità- sperando di riuscire, un passo dopo l'altro, ad arrivare più in alto ; e quando approda come maitre nel prestigioso Bateau Bleu, le sembra di toccare il cielo con un dito. Peccato che poi, tutto precipiti: prima le pesanti molestie del titolare che la costringono ad abbandonare l'ambitissimo posto, poi l'adorato fidanzato Tobia che la molla di punto in bianco per un'altra. In una giornata, la vita di Agnes va in frantumi. Ma lei è una che non si abbatte, e affiancata dall'estrosa e travolgente amica Lussan resta a galla, in cerca di una svolta.
E se la tanto attesa svolta fosse il "Piccoli Limoni Gialli", il ristorantino mediterraneo che il suo amico ed ex collega Kalle sta inaugurando proprio in quei giorni? Agnes, inutile dirlo, si getta a capofitto con tutto il cuore in questa nuova avventura. Ed eccoci qui, in un locale accogliente e caldo, nel cuore della fredda Svezia; un piccolo gioiello dalle pareti giallo limone e dai profumi di basilico, menta, rosmarino. Un piccolo gioiello che però - ahimè - non brilla a dovere in una strada già satura di locali; eppure una speranza c'è, quella di una recensione - positiva, manco a dirlo - della temutissima ed osannata Lola, misteriosa critica gastronomica le cui attesissime recensioni sembrano avere il potere di sollevare ristoranti sull'orlo del baratro - o, al contrario, precipitarveli dentro. Ma quando arriverà Lola? Giungerà l'attesissima svolta per il Piccoli Limoni Gialli ed il suo staff? Ed Agnes? Rimetterà ordine nella sua vita?
Con leggerezza, piatto dopo piatto, aspettiamo il finale... prevedibile, come ho già scritto, ma pur sempre gradito.
Un libro scorrevole nel quale ho ritrovato un mix tutto sommato piacevole di richiami ad altre storie.... come ne Lo Strano Caso dell'apprendista libraia, anche qui una ragazza sola e dal cuore infranto, in cerca di riscatto in una grande città; come in Caffè Babilonia e in Moshi Moshi, l'incipit di una nuova vita è in un piccolo, caratteristico ristorante; come in Le lettere segrete di Jo, abbiamo una donna in cerca di sè stessa con un legame stretto ma conflittuale con la famiglia...
Nulla di particolarmente nuovo, eppure un mix che risulta gradevole, una piccola, profumata e breve evasione - in attesa di tuffarmi di nuovo in libri più "impegnati". ^_^
UN ASSAGGIO:
"Lanninge non era grande; era difficile definirla "città"; era piuttosto una cittadina, un paesone industriale. Il piccolo centro era costruito dalle due arterie principali lungo le quali erano disposte basse case di legno e costruzioni in mattoni a tre piani che risalivano al periodo di maggior splendore, gli anni Sessanta. In mezzo c'era la piazza, che fungeva anche da parcheggio. Un punto d'incontro naturale, proprio come Ronald's, il bar. Il sabato pomeriggio non c'era bisogno di fissare alcun appuntamento con gli amici, perchè tanto erano tutti da Ronald's. Dove si poteva andare, se no? Almeno così accadeva in passato, quando Agnes andava ancora a scuola. Ora la maggior parte dei suoi conoscenti aveva messo su famiglia , e probabilmente non aveva troppo tempo da trascorrere al bar. Questo non cambiava molto le cose per lei, dal momento che non frequentava più nessuno di loro, ed era passato parecchio dall'ultima volta che era andata in centro.
Quando tornava a casa, si fermava soprattutto nella villetta dei suoi genitori, un po' fuori città. A volte faceva qualche puntatina per andare a salutare i vecchi compagni di scuola, ma capitava sempre più di rado. Era difficile mantenere i contatti. Oltre ad Agnes, c'era solo un'altra ragazza della sua classe che non aveva ancora figli e per questo veniva giudicata un po' strana, lesbica o qualcos'altro - almeno così avevano lasciato intendere alcuni dei suoi compagni quando li aveva visti, poco prima di Natale."
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