DOVE: Parigi, Francia
QUANDO: 1934
Racconto breve ma ricco d'atmosfera, sulle bizzarrie della Vita - quella con la "V" maiuscola - che talvolta, per un capriccio, decide di offrire una chance perfino a chi non ha nulla. Come Andreas Kartak, barbone che trascorre la sua ciondolante esistenza d'alcolista tra i silenziosi lastroni umidi lungo le rive della Senna e qualche osteria a poco prezzo. Fino a quando, in una quieta sera primaverile, un misterioso individuo ben vestito non scende, uno dopo l'altro, gli scalini di pietra che conducono al lungofiume e, incontrato lo sfortunato Andreas, non gli mette in mano duecento franchi. Una cifra spropositata, per un uomo che, fuggito da un passato difficile, si barcamena vivendo giorno dopo giorno con i pochi spiccioli rimediati da qualche buon cuore parigino: immaginarsi dunque lo stupore, l'incredulità, il sospetto di chi tutto ad un tratto si vede offrire da uno sconosciuto una cifra di denaro che disperava mai di poter vedere. Andreas inizialmente tenta di rifiutare, poichè la sua coscienza - seppur annebbiata dall'alcol - gli proibisce di accettare un prestito che difficilmente sarebbe stato in grado di restituire. Ma lo sconosciuto insiste talmente tanto che alla fine il barbone cede ed intasca il denaro, congedandosi dal misterioso benefattore con la promessa che avrebbe restituito quanto prestato non a lui ma alla piccola santa Therese de Lisieux, alla quale il filantropo è particolarmente devoto e una statuetta della quale si trova nella cappella di Ste Marie des Batignolles.
Detto fatto, il giovane Andreas impiega quell'insperata fortuna per tanti piccoli piaceri - un bagno, una rasatura, un pasto caldo - da troppo tempo negati; ma quando decide che è venuto il momento di saldare il debito....
Non anticipo altro, perchè la storia è già breve di per sè, eppure intensa in quanto a significato; una di quelle storie che spingono ad interrogarsi sulla vita, sul destino, su quanto esso sia nelle nostre mani e sull'importanza di cogliere le occasioni quando queste ci si presentano.
UN ASSAGGIO:
"Anche il signore ben vestito svanì nelle tenebre. Aveva davvero ricevuto il miracolo della conversione. E aveva deciso di guidare la vita dei più poveri. E per questo, viveva sotto i ponti.
Quanto all'altro, invece era un bevitore, anzi, un ubriacone. Si chiamava Andreas e viveva alla giornata, come molti bevitori. Era passato tanto tempo dall'ultima volta che aveva posseduto duecento franchi. E forse proprio perchè era passato tanto tempo, alla debole luce dei lampioni prese un pezzetto di carta ed un mozzicone di matita e scrisse l'indirizzo della piccola santa Therese e la somma di duecento franchi che da quel momento le doveva. Salì una delle scale che, dalle rive della Senna, conducono al lungofiume. Là, lo sapeva, c'era un ristorante. Entrò, mangiò e bevve in abbondanza, spese molti soldi e portò via una bottiglia intera per la notte, che aveva pensato di trascorrere come di consueto sotto un ponte. Raccolse anche un giornale dal cestino dei rifiuti, ma non per leggerlo, per coprirsi. I giornali tengono caldo, tutti i barboni lo sanno."