mercoledì 2 marzo 2016

Jane Austen - Sanditon

DOVE: Sanditon, piccola località sulla costa inglese
QUANDO: inizio dell'800

Un libro particolare, che - va detto subito, a scanso di equivoci - non ha conclusione. Nel senso che parliamo di un manoscritto la cui stesura fu abbandonata dalla scrittrice a pochi mesi dalla sua prematura scomparsa; ma una storia che merita assolutamente di essere letta, perlomeno per tutte coloro che, come la sottoscritta, hanno amato le opere della cara e preziosissima zia Jane. Qui ritroviamo tutta l'essenza della Austen, la sua graziosa e pungente ironia, le sue signorine dall'ingegno brillante, il suo acuto spirito di osservazione per la società del suo tempo, i placidi e rassicuranti convenevoli delle famiglie borghesi, i sentimenti in boccio, l'assoluta e sorprendente modernità di certe immagini ed espressioni che la penna attenta di Jane sapeva cogliere e trasferire su carta, ad uso e consumo di noi donzelle moderne.
Forse con quest'opera - più che con le altre- ho sentito chiaramente il senso di perdita, la nostalgia per quello che Jane avrebbe ancora potuto regalarci, l'assoluta grandezza del suo spirito di donna forte e moderna, per il suo stile deliziosamente scorrevole, essenziale eppure efficace, per la bellezza dei personaggi femminili che il suo ingegno ha saputo creare.
In questa storia - o meglio, accenno di storia, rimasta in sospeso come un sogno dal quale il trillo della sveglia ci abbia interrotto - Jane ci porta a Sanditon, piccola e sconosciuta località balneare della costa inglese, sulla quale l'intraprendente Mr. Parker ha deciso di investire i propri risparmi e il proprio spirito, certo di renderla entro breve tempo una località alla moda in grado di competere con la ben più scintillante ed affollata Brighton.
Accanto a lui, la sua pacata ed accondiscendente moglie Mary; le due sorelle di lui - zitelle eccentriche ed ipocondriache; il fratello di lui, giovane pallido e timido, vittima delle prepotenti attenzioni materne delle due sorelle maggiori; ed ancora la spigolosa Lady Denham, ricca e virile dama dal carattere granitico, socia di Mr. Parker nell'ardua impresa di richiamare a Sanditon le ricche famiglie della borghesia londinese; Miss Charlotte Heywood, arguta e brillante figlia di un signorotto della vicina campagna nonchè gradita ospite dei Parker. E poi l'affascinante Sir Edward, nipote di Lady Denham, e Miss Clara, pupilla di quest'ultima oltre che ragazza di umilissime origini; tutti personaggi disegnati con l'inconfondibile tratto d Jane, preciso ed attento nel delineare i caratteri con tanta intensità da renderceli vivi.
Per il resto, poco altro da dire su questo - ahimè troppo breve - assaggio di ciò che una grande scrittrice aveva ancora in serbo per noi; non avrei nemmeno le necessarie competenze per addentrarmi di più nel terreno di critici letterari ed esperti conoscitori della zia Jane.
E, a proposito di questo, per tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza di questa straordinaria donna e scrittrice, segnalo il piacevolissimo blog Un tè con Jane Austen, dove tra una tazzà di tè bollente ed un pasticcino potranno trovare una miniera di preziose informazioni.


UN ASSAGGIO:

"Nonostante il paese fosse composto quasi esclusivamente di piccole case, lo spirito dei tempi nuovi lo aveva conquistato - come Mr. Parker fece notare con un certo compiacimento a Charlotte - e due tre delle casette migliori erano abbellite da una tenda bianca e dal cartello 'Camere in Affitto'; inoltre, più avanti, nel piccolo cortile di una vecchia casa colonica, si potevano vedere due donne in eleganti abiti bianchi, con i loro libri e i seggiolini pieghevoli, e girando l'angolo del panettiere, si poteva udire il suono di un'arpa che proveniva dalle finestre del piano superiore.
Questa vista e questi suoni erano una vera benedizione per Mr. Parker. Non che avesse alcun interesse personale nel successo del paese: egli, infatti, considerandolo troppo lontano dalla spiaggia, lì non aveva costruito nulla,ma erano una prova considerevole del  crescente successo di tutta la zona. Se il paese riusciva a richiamare dei turisti, la collina avrebbe potuto fare il pienone. Egli prevedeva una stagione eccezionale. Nello stesso periodo (fine luglio), l'anno precedente non c'era un solo villeggiante a pensione in paese! Nè se n'era visto nessuno per tutta l'estate, ad eccezione di una famiglia di Londra venuta per l'aria di mare dopo la pertosse dei bambini, la cui madre non li lasciava neanche avvicinare alla riva, per paura che cadessero in acqua."

4 commenti:

  1. Ecco perché non ho mai sentito parlare di questo libro... Era incompleto! Di Jane austen ho tante altre letture da portare a termine, ma penso lascerò uno spazio anche per questo!
    Come sempre, una bella recensione... Si vede che ami molto la Austen:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io adoro la Austen... con lei ho passato lunghi ed indimenticabili pomeriggi di lettura, da ragazzina... e rileggerla oggi con occhi più maturi mi consente di apprezzarne tante nuove sfaccettature...
      grazie per essere passata a trovarmi :-)

      Elimina
  2. Carissima, è un vero piacere ritrovarti, per di più in compagnia di Jane Austen.
    Come saprai, con Sanditon ho un rapporto molto conflittuale. L'ho riletto il meno possibile perché, come giustamente dici, leggere queste righe significa ricordare la situazione in cui sono state composte e le sue conseguenze... e quanto è rimasto (questi frammenti preziosi) è talmente bello, talmente nuovo, da far pensare a ciò che avrebbe potuto essere (un altro grande capolavoro), e non è stato.
    Alla prossima tazza di tè!
    [Grazie per la segnalazione del mio blog!]

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per essere passata... un abbraccio!!!

      Elimina