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lunedì 6 luglio 2020

EMOZIONARSI CON L'ILIADE nel 2020

E' trascorso un anno dal mio ultimo post; e come ogni volta accade, quando sono costretta ad accantonare questo mio piccolo angolino dedicato ai libri, lo faccio sempre a malincuore.
Ma d'altronde la vita reale esiste ed è pressante, oltre che bellissima; ed io essendo tendenzialmente "antica" sono ancora dell'idea che, se si scrive su un blog, lo si fa per proporre dei contenuti, percui cerco per ora di non cadere in quella "trappola social" in cui vedo cadono molti book-blogger, di postare frettolosamente una foto (foto belle, per carità, foto fatte da Dio alle quali io non potrei mai agognare) acchiappa-like, con due o tre righe si accompagnamento.
Pertanto, scrivo solo se ho tempo di farlo. E come mamma lavoratrice, il tempo è quello che è, specie quando affronti due mesi e oltre di didattica online.

Oggi, in un attimo di quiete prima della tempesta - il grande al mare col padre, la piccola in fase di rientro dal mare coi nonni - voglio dedicare un post a qualcosa che stamattina mi ha stravolto, in senso positivo.
Non ho tempo per recensire uno dei tanti libri che ho impilati sul comodino da mesi - perchè se c'è una cosa che ho trovato comunque il tempo di fare, è stato leggere, leggere, leggere - ma voglio segnalare un meraviglioso monologo teatrale, piccola perla a disposizione di tutti, su youtube, scoperta a mia volta sul profilo facebook di una mia ex insegnante di liceo.

 


Eccolo, dunque. Omero non Piange Mai. Il primo di due episodi ( il secondo è dedicato all'Odissea) che il Teatro Stabile del Veneto propone su Youtube, ci racconta in maniera moderna e coinvolgente l'Iliade di Omero, condensata in poco più di 45 minuti e raccontata magistralmente da Andrea Pennacchi.

Ecco, suppongo che qualcuno, alle parole "Iliade", "teatro", "46 minuti" abbia storto il naso, o frettolosamente chiuso il post. Non fatelo. Lasciate un attimo alle spalle i pregiudizi, e trovate il tempo - la sera, al posto di una cazzatella in TV. O come me, la mattina del giorno libero, mentre sistemate casa - per lasciarvi coinvolgere ed emozionare.

Qui non c'è nulla di noioso, di didascalico, di distante. Qui c'è una storia viva, raccontata a tratti in chiave contemporanea, vibrante di emozioni, che strappa risate e lacrime come solo le grandi storie sanno fare.
C'è la straordinaria ed unica esperienza di riscoprire l'Iliade così com'era, un racconto destinato ad essere raccontato oralmente, stavolta in una prosa semplice, contemporanea, viva e vicina. Ci sono emozioni umane e divine, c'è la guerra, c'è - tra le righe - il racconto di un ragazzino che si accosta per la prima volta, anni fa, a questa storia apparentemente impenetrabile e la meraviglia di scoprirne la bellezza. Ci sono gli eroi, le loro lacrime, le loro passioni, talvolta le loro paure.
C'è la bellezza della narrazione. C'è l'amore, il dolore, il sorriso.
C'è l'estrema vitalità di un classico che non cesserà MAI di appassionarci, ogni volta che viene riproposto.

Dategliela, un'opportunità. E' youtube, d'altronde. Non dovete pagare nulla. Non temete di inabissarvi in qualcosa di noioso, antico, scolastico. Non vi deluderà. Omero non lo fa mai.

mercoledì 30 maggio 2018

AA VV - I Confini della Realtà

DOVE e QUANDO: non sempre specificato, spesso in un'Italia contemporanea o in un futuro immaginario

Ecco un ennesimo caso di libro in cui mi imbatto per caso, frugando su una bancarella di libri usati.
Più e più volte ho detto di come il racconto non sia un genere a me congeniale, lasciandomi perlopiù con un senso di insoddisfazione di fronte a finali spesso frettolosi; ma più e più volte ho anche detto che, quando il racconto si addentra in mondi particolari, atmosfere noir, o horror, o fantascientifiche, trovo che al contrario diventi un genere interessante, e che spesso dia origine a vere e proprie piccole "chicche".
Ultimo in ordine cronologico tra le mie letture era stato Ray Bradbury, tanto per citarne uno.
In questo caso, invece, sono una serie di autori italiani (Licia Troisi, Violetta Bellocchio, Tullio Avoledo solo per citarne alcuni) ad accompagnarci attraverso un viaggio in un'Italia diversa da quella che conosciamo. Un'Italia in cui manco a dirlo accadono fatti misteriosi, inquetanti, a filo del paranormale. O, addirittura, un'Italia in cui la realtà che vediamo e percepiamo è completamente distorta rispetto al vero.
Il richiamo, già dal titolo, è evidente: la fortunata serie USA "Ai Confini della Realtà" ( "The Twilight Zone", se non avete mai avuto occasione di guardarla fatelo, se amate il genere, non resterete delusi) , nella quale in ogni puntata si raccontava una storia dal sapore surreale, angosciante, inquietante, paranormale, fantascientifico e chi più ne ha, più ne metta, dando vita a piccole "perle" di microcinema da gustarsi nell'arco di una mezz'ora,  credo, o poco più.
Ripeto, se amate il genere (io da buona teenager anni'90 ho divorato quasi tutte le serie di X-Files) e non avete avuto modo di guardarla, fatelo. Spesso la RAI la rimette in onda, specialmente nel periodo estivo ^_^.
Dunque, dicevamo, la strana e inquieta Italia attraverso cui questi autori ci portano in viaggio.
Talvolta, come in "L'Odore" di Carla Vangelista, il viaggio è più nella mente e nella psiche di un uomo malato. Altre volte, come in "Lo zoo di Schroedinger" di Tullio Avoledo, ci ritroviamo in una sorta di ghetto allucinato, malsano, popolato da personaggi non completamente umani.
Altre ancora, come in "Plastic" di Chiara Palazzolo, ci muoviamo attraverso l'afa asfaltata di una Roma contemporanea, nella quale però ben presto alcune cose cominciano a non tornare.
Difficile riassumere qui in maniera sintetica i tanti sapori e le tante ambientazioni proposte dagli autori. Dieci capitoli, altrettante penne che magistralmente creano questi mondi stravolti, dieci differenti atmosfere. Tra città afose e placidi paesaggi di campagna, da Nord a Sud, tra mondi paralleli, strane presenze, leggende metropolitane, l'esilissimo confine tra reale e irreale viene varcato e rivarcato più volte, accompagnandoci in un viaggio scorrevole, gustoso, rilassante seppure con qualche colpo di scena.
Una evasione a tutti gli effetti dal mondo reale, per tanti piccoli viaggi in altrettanti bizzarri universi, ciascuno con la propria, avvolgente atmosfera, ciascuno perfettamente chiuso in sè stesso, ciascuno ricco di suspance e di curiosità.
Personalmente, a parte un paio di storie che ho trovato meno "entusiasmanti", ho amato molto tutti i capitoli. E, ovviamente, tanti spunti di lettura a cui attingere, nel caso in cui qualcuno degli autori risultasse un "nuovo incontro".

Un libro da non perdere, se amate il genere.


UN ASSAGGIO:

"E' all'altezza del lungotevere Flaminio, poco prima di imboccare il ponte, che Plasty nota la signora. Capelli corti, arruffati. Spessi occhiali da vista. Pantaloni dall'aria trasandata. Come lei, del resto. La tipica vecchia signora di mezza età. Ma per Plasty, che compirà ventinove anni in giugno, tutte le signore con i capelli grigi sono vecchie. E poi questa ha il bastone.
Un bastone di legno poggiato a lato del sedile dell'autobus.
La signora deve aver detto qualcosa, per questo Plasty l'ha notata. O forse ha bofonchiato. O solo sbuffato, strappando Plasty alla lettura degli annunci immobiliari del quotidiano che tiene in mano.
E che farebbe a meno di spulciare, se non fosse per questi stronzi della Sa.Va.Te Inc., che si sono messi in testa di dismettere il loro patrimonio immobiliare, buttando Plasty in mezzo a una strada."

mercoledì 9 dicembre 2015

AA VV - Storie del terrore da un minuto

DOVE e QUANDO: in diversi tempi e in diversi luoghi

Pur non essendo un'amante delle raccolte di racconti, di tanto in tanto mi ritrovo ad esserne attratta, specialmente quando trattano temi "stuzzicanti" come la paura, l'horror, il mistero.
Tra le primissime recensioni del mio blog spiccano i Racconti dei Vedovi Neri di Asimov,  originalissima raccolta di brevi storie a metà tra il giallo ed il test di logica, che anzi consiglio vivamente di inserire tra i regali natalizi di un appassionato del genere. In quel caso era stato non ricordo più quale programma alla radio ad averlo menzionato e ad incuriosirmi.
Stavolta è stato invece curiosando su Amazon che sono stata colpita (ed affondata) fin dalla copertina.
Cosa significa storie del terrore da un minuto? Esattamente questo. Racconti brevi, brevissimi, da mandare giù d'un fiato come i pasticcini da tè. Settantadue racconti per altrettanti autori ( e, badate bene, che tra di essi spiccano Michael Connelly, Neil Gaiman, James Patterson ed altri), il tutto condensato in poco più di centoventi pagine. Molti dei racconti non sono che poche, pochissime righe ma noi amanti della lettura sappiamo più che bene che ne bastano poche, pochissime, per produrre una miriade di emozioni.
Piccole istantanee, poco più di ombre fugaci nelle quali tutto può accadere. Presenze inquietanti. Incontri. Il destino che ti porta al posto sbagliato nel momento sbagliato. Spettri. Coltelli.
I miei preferiti? "Una storia brevissima" di Hollie Black,  "E bene che tu lo sappia" di Lemony Snicket, "Io non ho paura" di Dan Gutman, "Il mio peggiore incubo" di R.L. Stine.
Un libro che consiglio vivamente perchè dimostra - se mai ce ne fosse stato bisogno - che chi sa scrivere davvero riesce, con pochissime parole ben assestate, a generare nella nostra mente una storia. E se ancora dubitate di questo, vi invito a pagina 19, "La leggenda di Alexandra e Rose" di Jon Klassen, al quale di parole ne bastano davvero pochissime.....

UN ASSAGGIO:

"I genitori avevano detto a Russell che non c'era niente sotto il suo letto, ma lui non ci credeva.
Certo, suo padre aveva acceso la luce e sollevato i lembi delle coperte che sfioravano il pavimento, per mostrargli che non c'era nulla, ma la cosa che viveva sotto il suo letto era ritornata non appena le luci si erano spente di nuovo. La sentiva, ne avvertiva la presenza, certissima come se fosse stata parte di lui, e sapeva che da qualunque lato del letto avesse tentato di scendere, la cosa sarebbe riuscita a raggiungerlo e ad acciuffarlo.
Aveva dei tentacoli.
Fino a quando Russell fosse  rimasto perfettamente immobile sotto le coperte, fino a quando un piede o una mano non fossero sbucati fuori dal letto durante la notte, sarebbe riuscito ad arrivare sano e salvo fino al mattino.
Il problema era che Russell doveva andare in bagno.
D'urgenza."