mercoledì 29 settembre 2010

LUIS SEPULVEDA - il vecchio che leggeva romanzi d'amore

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DOVE: El Idilio, colonia di bianchi nel cuore della foresta amazzonica

QUANDO: nei giorni nostri

A El Idilio, dove la pioggia scroscia furiosa lasciando il posto ad un afa appiccicosa, la morte di un colono bianco non sarebbe di per sè un evento. L'uomo bianco è fragile, facile preda delle malattie e degli incidenti, quando si addentra nel frondoso territorio degli indios shuar, lì dove la Natura domina selvaggia ed incontrastata. Ma quando un giovane colono robusto viene trovato morto, con una vistosa ferita al collo, nella piccola colonia l'agitazione s'insinua tra le baracche. Ed al panciuto ed odioso sindaco, dopo aver ingiustamente accusato dell'omicidio gli stessi shuar che avevano condotto il corpo lungo il fiume sulla loro canoa, non resta che arrendersi all'evidenza: non è un indio a minacciare la tranquillità dei suoi concittadini, ma un tigrillo, una belva emersa dal folto della vegetazione per prendersi chissà perchè la briga di ammazzare i suoi uomini. E con tutta la presunzione che può contenere la sua abbondante - e sudatissima -persona, si rivolge all'unico uomo che può aiutarlo a catturare l'animale: il vecchio Antonio Josè Bolivar Proano, bianco di nascita ma shuar di adozione, che da questi ha appreso lentamente i segreti della foresta e i dei sottili fili che intrecciano le esili vite umane alla prepotente forza della Natura. Antonio Josè Bolivar, che custodisce nel profondo del suo cuore la cicatrice mai chiusa di un amore sbiadito e di un antico dolore, e che ha scoperto il dolce incantesimo dei romanzi d'amore - accetta, sebbene a malincuore, di porre la sua esperienza al servizio dell'odiato sindaco; e s'inoltra nel folto della foresta, accompagnato dal fantasma dei suoi tanti ricordi.
Questa, molto semplicemente, la trama di un libro che ci immerge in un mondo silenzioso, dove le foglie frusciano minacciosamente annunciando l'avvicinarsi dei tigrillos, le nuvole si chiudono di scatto sopra alle teste rovesciando piogge torrenziali e il dentista giunge, portato dal fiume, una volta all'anno, assieme ad una poltrona portatile con la quale allestisce un improbabile studio odontoiatrico sulla banchina del porto. E, soprattutto, un mondo in cui noi occidentali diventiamo piccoli ed indifesi, in balia di una natura che non sappiamo più ascoltare nè comprendere.


UN ASSAGGIO:

"Un bel giorno, insieme alle casse di birra e alle bombole di gas, il Sucre sbarcò un annoiato ecclesiastico, inviato dalle autorità religiose con la missione di battezzare i bambini e di mettere fine ai concubinati. Tre giorni rimase il frate a El Idilio, senza trovare nessuno disposto a portarlo nei piccoli villaggi dei coloni. Alla fine, annoiato per l'indifferenza della clientela, si sedette sul molo ad aspettare che la barca lo riportasse via da lì. Per ammazzare le ore della canicola tirò fuori dalla tasca un vecchio libro e cercò di leggere un po' prima di essere sopraffatto dal sopore.
Il libro nelle mani del religioso funzionò come esca per gli occhi di Antonio Josè Bolivar, che aspettò pazientemente finchè il frate, vinto dal sonno, lo lasciò cadere di lato.
Si trattava di una biografia di San Francesco, che scorse furtivamente con la sensazione di commettere una specie di furtarello. Metteva insieme le sillabe, e man mano che andava avanti l'ansia di capire tutto quello che c'era in quelle pagine lo portò a ripetere a mezza voce le parole afferrate al volo."

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